Il Bando "Digital Export 2026-2027" promosso da Unioncamere Emilia-Romagna insieme alla Regione presenta una caratteristica che lo distingue dalla maggior parte delle misure regionali dedicate all'internazionalizzazione: il digitale non è una delle opzioni possibili, è il presupposto obbligatorio. Ogni progetto, per essere ammissibile, deve includere almeno un'azione nell'ambito "Promozione Digitale e Digital Marketing", definito dal bando stesso come "pilastro digitale abilitante del percorso di internazionalizzazione".
Per le agenzie, i consulenti e le imprese che lavorano su e-commerce e performance marketing, questo si traduce in un perimetro di attività finanziabili particolarmente ampio. Di seguito l'analisi delle attività digitali ammesse, delle condizioni che ne regolano l'ammissibilità e dei vincoli di rendicontazione.
Il perimetro digitale del bando
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un importo compreso tra 10.000 e 20.000 euro a fronte di progetti da 20.000 a 40.000 euro. La dotazione complessiva è di 1.119.877,50 euro, ripartita in cinque graduatorie provinciali.
Ogni progetto deve individuare da 1 a 3 Paesi target e articolarsi in un numero di azioni compreso tra 2 e 4, ciascuna riferita a un ambito diverso. L'ambito 1.1 — Promozione Digitale e Digital Marketing — è l'unico obbligatorio: le restanti azioni sono selezionabili liberamente dall'impresa.
Un vincolo attraversa l'intero ambito digitale: tutte le spese sono ammissibili esclusivamente se sostenute e fatturate da fornitori qualificati, e devono risultare strettamente correlate ai mercati esteri target indicati in domanda.
E-commerce proprietari multilingua
La prima voce dell'ambito obbligatorio riguarda lo sviluppo, l'implementazione, il posizionamento e l'ottimizzazione di e-commerce proprietari multilingua rivolti ai mercati esteri target.
Il bando adotta una formulazione ampia, che include nel perimetro delle spese ammissibili:
- Costi di sviluppo e implementazione della piattaforma;
- Configurazione e integrazione di sistemi di pagamento e funzionalità di checkout online, voce spesso trascurata e invece esplicitamente citata nel testo;
- Attività di SEO e SEM internazionale finalizzate a migliorare visibilità e posizionamento sui motori di ricerca dei Paesi target;
- Servizi di traduzione e adattamento dei contenuti ai mercati di destinazione.
La condizione linguistica è vincolante: tutti i contenuti digitali e promozionali realizzati devono essere redatti nella lingua del Paese target oppure, qualora risulti più idonea in relazione al mercato di riferimento, in lingua inglese. Un e-commerce localizzato solo parzialmente — con checkout o pagine di servizio ancora in italiano — espone il progetto a contestazioni in fase di rendicontazione.
La riformulazione operativa è immediata: il bando finanzia un progetto di internazionalizzazione digitale, non un restyling. La coerenza tra piattaforma, lingua e mercati dichiarati in domanda è il criterio con cui le spese vengono verificate.
Campagne di digital advertising e social media marketing
La seconda voce copre la pianificazione ed esecuzione di campagne di digital advertising e social media marketing rivolte ai mercati esteri, comprensive della progettazione, realizzazione e localizzazione dei contenuti digitali e multimediali dedicati.
Rientrano quindi nel perimetro finanziabile l'impianto strategico della campagna, la produzione creativa destinata a ciascun mercato, l'adattamento dei messaggi alle specificità culturali e linguistiche del Paese target e le attività di gestione e monitoraggio continuativo delle performance.
Il presupposto resta la correlazione con i mercati dichiarati in domanda: una campagna rivolta a un pubblico generalista, non riconducibile ai Paesi target indicati, non soddisfa i requisiti di ammissibilità della spesa.
L'obbligo di reportistica sulle metriche
L'ambito digitale prevede un adempimento specifico che non compare negli altri ambiti del bando. In sede di rendicontazione è obbligatorio presentare un report dettagliato contenente le principali metriche e statistiche relative alle attività digitali realizzate, coerenti con gli obiettivi del progetto.
Il bando elenca a titolo esemplificativo: traffico, visualizzazioni, copertura, interazioni, lead generati, tassi di conversione, download o altri indicatori pertinenti.
La conseguenza operativa riguarda l'impostazione del progetto fin dalla fase di domanda: il tracciamento va predisposto prima dell'avvio delle attività, non ricostruito a dicembre 2027. Progetti che dichiarano obiettivi di lead generation senza un'infrastruttura di misurazione coerente si trovano, in fase di rendicontazione, a dover documentare risultati che nessuno ha misurato.
CRM, marketing automation e lead generation
Il terzo blocco di attività riguarda l'adozione e l'integrazione di software aziendali per la gestione delle relazioni con i clienti esteri (CRM), di strumenti di marketing automation per l'automazione delle attività di marketing e della gestione dei lead, nonché di piattaforme digitali per la lead generation e la gestione di database prospect.
Tra le spese ammissibili il bando include esplicitamente i canoni e le licenze d'uso, purché strettamente collegati e funzionali al progetto di export. Si tratta di una previsione rilevante, dal momento che molte misure analoghe escludono i costi ricorrenti di sottoscrizione.
Restano ferme le due condizioni generali: fornitore qualificato e correlazione diretta con i mercati esteri target. L'acquisto di una licenza CRM destinata alla gestione indistinta del portafoglio clienti, italiano incluso, non soddisfa il secondo requisito.
Automazione dei processi e intelligenza artificiale
La formulazione adottata dal bando — automazione delle attività di marketing e della gestione dei lead — lascia spazio all'inserimento di soluzioni basate su intelligenza artificiale all'interno dell'architettura digitale del progetto, purché funzionali agli obiettivi di export e riferite ai mercati target.
Rientrano in questa logica, tra le altre, applicazioni quali:
- Workflow automatizzati di lead nurturing multilingua, con sequenze differenziate per mercato e assegnazione automatica dei contatti al canale commerciale competente;
- Lead scoring predittivo, per ordinare i prospect esteri in base alla probabilità di conversione e concentrare l'attività commerciale sui contatti a maggiore potenziale;
- Localizzazione assistita dei contenuti, per generare e adattare su scala schede prodotto, descrizioni di catalogo e varianti creative nelle lingue dei Paesi target, con revisione professionale a valle;
- Assistenti conversazionali multilingua integrati nell'e-commerce, per la gestione delle richieste pre-vendita provenienti da fusi orari e lingue diverse;
- Automazione della reportistica e dell'analisi delle performance di campagna, con benefici diretti sull'obbligo di rendicontazione delle metriche;
- Analisi automatizzata delle ricerche di mercato e dei dati sui competitor esteri, a supporto delle scelte di posizionamento.
Va segnalato che il criterio A2 della griglia di valutazione — Grado di digitalizzazione, fino a 25 punti — attribuisce il punteggio massimo ai progetti caratterizzati da "forte digitalizzazione con strumenti evoluti e coerenti" e menziona espressamente l'eventuale inclusione di tecnologie digitali avanzate tra gli elementi di valutazione. L'integrazione di componenti di automazione intelligente, se coerente con l'impianto complessivo e non giustapposta, opera quindi in senso favorevole rispetto alla collocazione in graduatoria.
La condizione, anche in questo caso, è la coerenza: l'automazione va descritta in domanda come parte di un processo — dalla generazione del contatto alla gestione commerciale sul mercato estero — e non come elenco di tecnologie adottate.
Marketplace, vetrine digitali e showroom virtuali
Completano l'ambito obbligatorio due ulteriori tipologie di intervento.
La prima riguarda l'adesione a piattaforme digitali, vetrine digitali e marketplace operanti nel settore o nel mercato target, con lo sviluppo e la localizzazione dei relativi contenuti. Sono ammessi sia i costi di adesione sia quelli di gestione.
La seconda riguarda lo sviluppo di showroom ed esposizioni virtuali 3D e dei relativi contenuti digitali — voce di particolare interesse per le imprese manifatturiere con cataloghi di prodotto complessi o beni difficilmente trasportabili in fiera.
La figura del Digital Export Manager
All'interno dello stesso ambito obbligatorio il bando colloca la contrattualizzazione di un Digital Export Manager (DEM) per un affiancamento aziendale mirato di durata minima pari a 15 giornate intere.
La scelta di inserire una figura manageriale dentro l'ambito digitale, e non in un ambito consulenziale separato, riflette un'impostazione precisa: gli strumenti digitali producono risultati commerciali quando qualcuno ne governa la strategia. Il Digital Export Manager è il professionista che seleziona i canali coerenti con ciascun mercato, imposta e-commerce e marketplace, coordina SEO/SEM e advertising internazionale, struttura i flussi di lead generation e presidia i KPI su cui il progetto verrà poi rendicontato.
Il bando richiede l'allegazione del curriculum vitae dettagliato del DEM già in fase di domanda, a pena di inammissibilità. La figura va quindi individuata prima della presentazione, non dopo la concessione del contributo.
Un'impostazione analoga vale per il Temporary Export Manager (TEM), che costituisce l'ambito 1.2 e può essere selezionato come seconda azione del progetto: anche in questo caso sono richieste almeno 15 giornate intere di consulenza e il CV dettagliato in allegato.
Come vengono valutati i progetti digitali
La griglia di valutazione assegna un punteggio massimo di 100 punti, con soglia minima di ammissibilità fissata a 60. Due criteri riguardano direttamente la componente digitale:
- A1 — Chiarezza e coerenza degli obiettivi (max 25 punti): coerenza interna delle azioni rispetto ai Paesi target e capacità del progetto di generare impatto competitivo e commerciale;
- A2 — Grado di digitalizzazione (max 25 punti): livello tecnologico degli strumenti e dei canali adottati, coerenza con gli obiettivi di export ed eventuale inclusione di tecnologie digitali avanzate.
Il criterio A2 attribuisce il punteggio più alto — fascia 20-25 — ai progetti che presentano "forte digitalizzazione con strumenti evoluti e coerenti", mentre colloca nella fascia 14-19 quelli caratterizzati da "buona digitalizzazione con strumenti standard". La distinzione tra le due fasce passa dalla qualità dell'architettura complessiva, non dal numero di strumenti elencati.
A questi si aggiungono i 30 punti della qualità economico-finanziaria, di cui 10 assegnati all'articolazione analitica del piano dei costi, valutata anche in base alla presenza di preventivi di spesa.
Vincoli temporali e regole di spesa
Le attività devono essere realizzate e interamente concluse tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, senza possibilità di proroga. Le spese devono essere fatturate all'interno dello stesso arco temporale e quietanzate entro il 31 gennaio 2028, data di scadenza della rendicontazione.
Ulteriori condizioni rilevanti per le attività digitali:
- Ogni documento di spesa deve essere di importo superiore a 200 euro (IVA esclusa) e riportare il CUP assegnato al progetto;
- I pagamenti devono essere singoli e tracciabili: bonifico SEPA singolo, RI.BA. singola, carta di credito aziendale (escluse le prepagate) o PagoPA;
- Non sono ammissibili le prestazioni rese da imprese collegate o associate all'impresa beneficiaria, né da soggetti con soci o amministratori in comune;
- La spesa finale validamente rendicontata non può essere inferiore al 50% delle spese ammesse in concessione, pena la revoca totale dell'agevolazione.
Il calendario
Le domande si presentano esclusivamente in via telematica sulla piattaforma Restart di InfoCamere, dalle ore 12:00 del 28 settembre alle ore 12:00 del 5 ottobre 2026. È possibile precaricare la pratica prima dell'apertura dello sportello.
L'istruttoria viene avviata per le prime 230 domande pervenute in ordine cronologico di invio; le successive restano sospese e vengono esaminate solo in caso di capienza residua nella graduatoria della Camera di commercio di riferimento.
La documentazione obbligatoria comprende la proposta di progetto dettagliata con Paesi target e azioni selezionate, il budget di previsione articolato per singole azioni e voci di spesa e i curriculum di DEM e TEM ove previsti. L'integrazione dei documenti obbligatori dopo l'invio non è consentita.
Per approfondimenti sul bando: Bando Digital Export Emilia Romagna 2026 - 2027



